L’Acquedotto Abatemarco, il più grande acquedotto calabrese Completato alla fine degli anni ‘80 attraverso una rete di quasi 200 km di condotte eroga ogni anno 21 milioni di metri cubi d’acqua a 23 comuni della provincia di Cosenza Un tracciato di quasi 70 km unisce le lontane sorgenti del Fiume Abatemarco, sul versante tirrenico alla città di Cosenza Nelle selvagge valli rocciose del Parco Nazionale del Pollino, un gruppo di sorgenti di eccezionale abbondanza e purezza la Favata Alta, la Favata Bassa, e la sorgente Nascejume, la più ricca e stabile fra le sorgenti degli acquedotti calabresi Sollevate da un potente sistema di pompaggiole copiose portate raggiungono l’imbocco della Galleria di valico della Mula un lungo tunnel rettilineo di oltre 6 km nel cuore della montagna con più di 1000 m di copertura rocciosa Lungo il percorso, grandi portate d’acqua scaturiscono dalla volta della galleria Due porte stagne isolano un tratto di 1300 m L’acqua risale fino a un’altezza di 30 metri riempiendo la galleria e le fratture della roccia e creando un grande serbatoio sotterraneo: il Tampone della Galleria Mula Un’opera unica al mondo, con una importante funzione di riserva e stabilizzazione idraulica che, dopo decenni di inutilizzo, Sorical sta finalmente avviando Allo sbocco della galleria, sul versante ionico, l’altra ricca sorgente, Mezzafiumina, si immette nell’acquedotto Inizia un percorso tormentato con grandi dislivelli pressioni elevatissime e numerose aree in frana da attraversare per raggiungere la popolosa Valle del Crati Le frequenti rotture che ne conseguono richiedono numerosi interventi per il ripristino dell’adduzione Proprio la presenza costante di Sorical sul territorio ed un articolato sistema di telecontrollo permettono di erogare ben 670 litri per secondo ai serbatoi che, a fronte dei 750 litri al secondo che vengono immessi nelle condotte adduttrici rendono l’Abatemarco un acquedotto complesso da gestire, ma con una limitata dispersione idrica